La Spagna campione d’Europa 2024 con la generazione Yamal-Pedri-Rodri è la favorita più consistente dopo Argentina e Francia. Luis de la Fuente ha costruito una squadra che gioca calcio bello e vincente. Yamal a 19 anni nel 2026 sarà al picco. Pedri il regista, Rodri (Pallone d’Oro 2024) la chiave a centrocampo.
Palmarès di Spagna
1 Mondiale (2010), 4 Europei (1964, 2008, 2012, 2024)
I giocatori chiave per il Mondiale 2026
La rosa attesa di Spagna per il Mondiale 2026 USA-Canada-Messico:
La storica maglia di Spagna mantiene i colori sociali della federazione: rosso furia con dettagli oro. Adidas, Nike o Puma producono il design delle divise stagione corrente, mentre la Versione Tifoso premium del nostro store riproduce fedelmente i dettagli a un prezzo accessibile.
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Maglia Away Spagna per partite in trasferta
Maglia retro delle stagioni storiche di Spagna
Personalizzazione con nome e numero del giocatore preferito
Spedizione tracciata 10-15 giorni lavorativi in Italia
Reso 14 giorni conforme Codice del Consumo
Mondiale 2026: il calendario
11 giugno 2026 — Inaugurazione all’Estadio Azteca di Città del Messico
11-28 giugno — Fase a gironi (12 gruppi da 4 squadre)
30 giugno – 8 luglio — Sedicesimi e ottavi di finale
10-15 luglio — Quarti e semifinali
19 luglio 2026 — Finale al MetLife Stadium, New Jersey (USA)
Spagna al Mondiale 2026: realistico?
Le quote dei bookmakers e gli analisti sportivi posizionano Spagna tra le possibili sorprese del Mondiale 2026. Il nuovo formato a 48 squadre con sedicesimi di finale offre più opportunità a tutte le nazionali di andare avanti nel torneo. La chiave sarà l’arrivo al picco di forma fisica e mentale tra giugno e luglio 2026.
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Dopo i flop ai Mondiali 2018 (eliminazione gironi) e 2022, la Germania di Nagelsmann ha cercato la rinascita all’Euro 2024 in casa, uscendo ai quarti con la Spagna ai supplementari. La generazione Wirtz-Musiala è la più talentosa d’Europa. Adidas è sempre lo sponsor tecnico storico.
Palmarès di Germania
4 Mondiali (1954, 1974, 1990, 2014), 3 Europei
I giocatori chiave per il Mondiale 2026
La rosa attesa di Germania per il Mondiale 2026 USA-Canada-Messico:
La storica maglia di Germania mantiene i colori sociali della federazione: bianco con dettagli neri-oro. Adidas, Nike o Puma producono il design delle divise stagione corrente, mentre la Versione Tifoso premium del nostro store riproduce fedelmente i dettagli a un prezzo accessibile.
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Reso 14 giorni conforme Codice del Consumo
Mondiale 2026: il calendario
11 giugno 2026 — Inaugurazione all’Estadio Azteca di Città del Messico
11-28 giugno — Fase a gironi (12 gruppi da 4 squadre)
30 giugno – 8 luglio — Sedicesimi e ottavi di finale
10-15 luglio — Quarti e semifinali
19 luglio 2026 — Finale al MetLife Stadium, New Jersey (USA)
Germania al Mondiale 2026: realistico?
Le quote dei bookmakers e gli analisti sportivi posizionano Germania tra le possibili sorprese del Mondiale 2026. Il nuovo formato a 48 squadre con sedicesimi di finale offre più opportunità a tutte le nazionali di andare avanti nel torneo. La chiave sarà l’arrivo al picco di forma fisica e mentale tra giugno e luglio 2026.
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Finalista del Qatar 2022 (sconfitta ai rigori dall’Argentina di Messi), la Francia di Didier Deschamps cerca la terza Coppa del Mondo. Mbappé al picco della carriera al Real Madrid arriva alla terza partecipazione mondiale. La squadra ha profondità e gioventù: Saliba, Tchouaméni, Camavinga sono già top mondiali.
La storica maglia di Francia mantiene i colori sociali della federazione: blu navy. Adidas, Nike o Puma producono il design delle divise stagione corrente, mentre la Versione Tifoso premium del nostro store riproduce fedelmente i dettagli a un prezzo accessibile.
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Mondiale 2026: il calendario
11 giugno 2026 — Inaugurazione all’Estadio Azteca di Città del Messico
11-28 giugno — Fase a gironi (12 gruppi da 4 squadre)
30 giugno – 8 luglio — Sedicesimi e ottavi di finale
10-15 luglio — Quarti e semifinali
19 luglio 2026 — Finale al MetLife Stadium, New Jersey (USA)
Francia al Mondiale 2026: realistico?
Le quote dei bookmakers e gli analisti sportivi posizionano Francia tra le possibili sorprese del Mondiale 2026. Il nuovo formato a 48 squadre con sedicesimi di finale offre più opportunità a tutte le nazionali di andare avanti nel torneo. La chiave sarà l’arrivo al picco di forma fisica e mentale tra giugno e luglio 2026.
Indossa i colori di Francia
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Campioni del mondo in carica dopo Qatar 2022, l’Argentina di Scaloni difende il titolo. Messi a 39 anni nel 2026 disputerà il suo 6° Mondiale (record assoluto). Il sogno è chiudere la carriera con la quarta Coppa del Mondo. Generazione di passaggio con Mac Allister, Enzo Fernández, Julián Álvarez già al picco.
Palmarès di Argentina
3 Mondiali (1978, 1986, 2022), 16 Copa America (record)
I giocatori chiave per il Mondiale 2026
La rosa attesa di Argentina per il Mondiale 2026 USA-Canada-Messico:
Emiliano Martínez, Cristian Romero, Lisandro Martínez, Tagliafico, De Paul, Mac Allister, Enzo Fernández, Messi, Julián Álvarez, Lautaro Martínez
I colori della maglia Argentina
La storica maglia di Argentina mantiene i colori sociali della federazione: albiceleste a strisce. Adidas, Nike o Puma producono il design delle divise stagione corrente, mentre la Versione Tifoso premium del nostro store riproduce fedelmente i dettagli a un prezzo accessibile.
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Maglia Away Argentina per partite in trasferta
Maglia retro delle stagioni storiche di Argentina
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Mondiale 2026: il calendario
11 giugno 2026 — Inaugurazione all’Estadio Azteca di Città del Messico
11-28 giugno — Fase a gironi (12 gruppi da 4 squadre)
30 giugno – 8 luglio — Sedicesimi e ottavi di finale
10-15 luglio — Quarti e semifinali
19 luglio 2026 — Finale al MetLife Stadium, New Jersey (USA)
Argentina al Mondiale 2026: realistico?
Le quote dei bookmakers e gli analisti sportivi posizionano Argentina tra le possibili sorprese del Mondiale 2026. Il nuovo formato a 48 squadre con sedicesimi di finale offre più opportunità a tutte le nazionali di andare avanti nel torneo. La chiave sarà l’arrivo al picco di forma fisica e mentale tra giugno e luglio 2026.
Indossa i colori di Argentina
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Il Brasile è l’unica nazionale presente a tutti i Mondiali. Dopo l’eliminazione ai quarti 2022 con la Croazia ai rigori, la Seleção rinnova il ciclo con la generazione Vinicius-Rodrygo-Endrick. Sotto Carlo Ancelotti dal 2025 (primo allenatore non brasiliano della Seleção), si prepara al rilancio. Capitano Marquinhos, regia di Bruno Guimarães.
Palmarès di Brasile
5 Mondiali (1958, 1962, 1970, 1994, 2002), 9 Copa America
I giocatori chiave per il Mondiale 2026
La rosa attesa di Brasile per il Mondiale 2026 USA-Canada-Messico:
Alisson, Marquinhos, Militão, Casemiro, Bruno Guimarães, Lucas Paquetá, Rodrygo, Vinicius Jr, Endrick, Raphinha
I colori della maglia Brasile
La storica maglia di Brasile mantiene i colori sociali della federazione: verdeoro. Adidas, Nike o Puma producono il design delle divise stagione corrente, mentre la Versione Tifoso premium del nostro store riproduce fedelmente i dettagli a un prezzo accessibile.
Maglia Home Brasile 2024/25 e 2025/26 in Versione Tifoso premium
Maglia Away Brasile per partite in trasferta
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Mondiale 2026: il calendario
11 giugno 2026 — Inaugurazione all’Estadio Azteca di Città del Messico
11-28 giugno — Fase a gironi (12 gruppi da 4 squadre)
30 giugno – 8 luglio — Sedicesimi e ottavi di finale
10-15 luglio — Quarti e semifinali
19 luglio 2026 — Finale al MetLife Stadium, New Jersey (USA)
Brasile al Mondiale 2026: realistico?
Le quote dei bookmakers e gli analisti sportivi posizionano Brasile tra le possibili sorprese del Mondiale 2026. Il nuovo formato a 48 squadre con sedicesimi di finale offre più opportunità a tutte le nazionali di andare avanti nel torneo. La chiave sarà l’arrivo al picco di forma fisica e mentale tra giugno e luglio 2026.
Indossa i colori di Brasile
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Dopo le mancate qualificazioni 2018 e 2022 con Svezia e Macedonia del Nord, l’Italia di Spalletti deve qualificarsi a tutti i costi. Vincere Euro 2024 era cruciale ma uscimmo agli ottavi con la Svizzera. Il girone qualificazione 2025 è complicato: serve crescita di gioco e mentalità.
La storica maglia di Italia mantiene i colori sociali della federazione: azzurro Savoia. Adidas, Nike o Puma producono il design delle divise stagione corrente, mentre la Versione Tifoso premium del nostro store riproduce fedelmente i dettagli a un prezzo accessibile.
Maglia Home Italia 2024/25 e 2025/26 in Versione Tifoso premium
Maglia Away Italia per partite in trasferta
Maglia retro delle stagioni storiche di Italia
Personalizzazione con nome e numero del giocatore preferito
Spedizione tracciata 10-15 giorni lavorativi in Italia
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Mondiale 2026: il calendario
11 giugno 2026 — Inaugurazione all’Estadio Azteca di Città del Messico
11-28 giugno — Fase a gironi (12 gruppi da 4 squadre)
30 giugno – 8 luglio — Sedicesimi e ottavi di finale
10-15 luglio — Quarti e semifinali
19 luglio 2026 — Finale al MetLife Stadium, New Jersey (USA)
Italia al Mondiale 2026: realistico?
Le quote dei bookmakers e gli analisti sportivi posizionano Italia tra le possibili sorprese del Mondiale 2026. Il nuovo formato a 48 squadre con sedicesimi di finale offre più opportunità a tutte le nazionali di andare avanti nel torneo. La chiave sarà l’arrivo al picco di forma fisica e mentale tra giugno e luglio 2026.
Indossa i colori di Italia
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La fondazione (1926): l’unione del Naples FBC e Internaples
La Società Sportiva Calcio Napoli nasce il 1° agosto 1926 dalla fusione del Naples Foot-Ball & Cricket Club (fondato 1905) e dell’Internaples (fondato 1922). Il colore azzurro è scelto in onore della tonalità del cielo e del mare partenopeo. Lo stadio Partenopeo, costruito nel 1930, sarà la culla del club fino al moderno San Paolo (oggi Maradona).
L’epoca pre-Maradona: dignità senza titoli (1926-1984)
Per quasi 60 anni il Napoli non vince nulla. Sfiora lo Scudetto nel 1968 (5° posto), gioca due finali di Coppa Italia (perse 1971 e 1972). Vince 1 Coppa Italia nel 1962 e 1 Coppa di Lega Italo-Inglese 1976. Tifosi appassionati ma frustrati: la coppia presidenza Lauro-Ferlaino prova a costruire una grande squadra senza mai arrivare in fondo.
L’arrivo di Maradona (1984): inizia la rivoluzione
Il 5 luglio 1984 al San Paolo 75.000 napoletani accolgono Diego Armando Maradona, acquistato dal Barcellona per 13,5 miliardi di lire. Per Napoli è un evento religioso più che sportivo. Il “Pibe de Oro” diventa subito il simbolo della rinascita del Sud Italia.
I due Scudetti del Maradona (1987 e 1990)
Il 10 maggio 1987 il Napoli vince il primo Scudetto della sua storia. Sotto Ottavio Bianchi con Maradona-Careca-Giordano, il “Trio della Morte”, vince 1 punto sopra la Juve. Napoli esplode in una festa di 3 giorni che la TV italiana non ha mai più visto. I cortei vanno avanti tutta l’estate.
Nel 1989-90 arriva il secondo Scudetto sotto Albertino Bigon, con Maradona, Careca, Alemão, Cafu, Crippa, Ferrara. Stagione iniziata male, finita con la rimonta che batte il Milan di Sacchi. La Coppa UEFA 1989 contro lo Stoccarda completa il quintetto trionfale di Maradona.
Le altre vittorie dell’era Maradona
Coppa Italia 1986-87 contro l’Atalanta
Coppa UEFA 1988-89 contro lo Stoccarda
Supercoppa italiana 1990 contro la Juve (5-1 al San Paolo)
La crisi e il fallimento (1991-2004)
Dopo l’addio di Maradona nel 1991 (squalifica e fuga in Argentina), il Napoli inizia un declino verticale. Nel 2004 viene dichiarato fallito e parte dalla Serie C1.
Il ritorno di De Laurentiis (2004): la rinascita
Il produttore cinematografico Aurelio De Laurentiis acquista il club fallito. In 8 anni risale dalla C1 alla Serie A. Il club torna in Champions League nel 2011. Sotto Mazzarri, Benítez, Sarri, Ancelotti, Gattuso, Spalletti, il Napoli torna competitivo ai vertici della Serie A.
Il terzo Scudetto: la rinascita (2022-23)
Dopo 33 anni di attesa il Napoli vince il terzo Scudetto della sua storia nel 2022-23. Sotto Luciano Spalletti, con Khvicha Kvaratskhelia, Victor Osimhen, Stanislav Lobotka, Anguissa, Kim, Di Lorenzo. Squadra che gioca il miglior calcio d’Europa. La festa partenopea dura mesi, con murales di Maradona ovunque.
Il quarto Scudetto e l’era Conte (2024-25)
Nella stagione 2024-25 il Napoli vince il quarto Scudetto sotto Antonio Conte, con Lukaku-McTominay-Lobotka-Buongiorno. Sfila per le strade di Napoli con la coppa. È la prima squadra italiana a vincere 4 Scudetti dopo Inter, Juve, Milan (esclusi i 3 di Bologna, Genoa, Pro Vercelli pre-1930).
I numeri della storia partenopea
4 Scudetti (1986-87, 1989-90, 2022-23, 2024-25)
6 Coppe Italia
2 Supercoppe italiane
1 Coppa UEFA (1988-89)
1 Coppa di Lega Italo-Inglese (1976)
Capocannoniere all-time: Maradona con 115 gol
Presenze record: Bruscolotti con 511 partite
Le maglie storiche del Napoli
Le maglie Napoli sono icone calcistiche mondiali: la maglia 1986-87 di Maradona dello Scudetto storico (sponsor Mars), la maglia 1989-90 del secondo Scudetto (sponsor Mars), la maglia 1988-89 della Coppa UEFA, la maglia 2022-23 dello Scudetto di Spalletti (sponsor MSC Crociere), la maglia 2024-25 di Conte.
Sul nostro store trovi le maglie retro del Napoli e quella attuale 2025/26 in Versione Tifoso. Personalizzabile con il numero leggendario: Maradona 10, Kvaratskhelia 77, Lukaku 11, McTominay 8, Anguissa 99, Lobotka 68.
Il Napoli oggi: tornare in Champions ai vertici
Il Napoli 2025/26 di Antonio Conte difende lo Scudetto e cerca la Champions League dopo anni di attesa. Lukaku-McTominay-Anguissa-Lobotka costruiscono un’identità solida. Forza Napoli sempre, Diego ci guida dall’alto.
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La fondazione (1927): tre club uniti per il sogno romano
L’Associazione Sportiva Roma nasce il 7 giugno 1927 dalla fusione di tre club romani: Roman, Alba-Audace e Fortitudo. Il regime fascista vuole una grande squadra capitolina che competa con Bologna, Milan, Juventus. I colori sociali — giallo e rosso — sono quelli del Comune di Roma: la lupa capitolina diventa lo stemma del club.
Il primo Scudetto arriva nel 1941-42, in piena guerra mondiale. La Roma di Amedeo Amadei (il “Fornaretto”) vince il titolo davanti a Torino e Venezia. Sarà l’unico Scudetto del primo cinquantennio.
L’epoca di Bruno Conti e Falcão (1980-1986): il secondo Scudetto
Nel 1979 arriva il presidente Dino Viola. Costruisce la Roma più forte di sempre con Falcão (Brasile), Bruno Conti e Roberto Pruzzo. Sotto Nils Liedholm la Roma vince il secondo Scudetto della storia (1982-83), 4 Coppe Italia consecutive e la finale di Coppa dei Campioni 1984 persa ai rigori col Liverpool a Roma (la “notte dell’Olimpico”).
Gli anni ’90: l’epoca di Voller e l’arrivo del Re
Negli anni ’90 la Roma di Voller, Aldair, Bruno Conti, Salsa, Carnevale, Mihajlović è di livello ma non vince Scudetti. Nel 1993, in un Roma-Brescia, esordisce un sedicenne di Trigoria che diventerà il simbolo del club per i successivi 24 anni: Francesco Totti.
Lo Scudetto del 2001: Capello e Totti capitano
Il 17 giugno 2001 la Roma di Fabio Capello vince il terzo Scudetto della storia. Squadra leggendaria: Cafu, Walter Samuel, Aldair, Tommasi, Cristiano Zanetti, Emerson, Candela, Totti, Batistuta, Montella. Il pomeriggio in cui la Roma diventa campione, oltre un milione di persone si riversa ai Fori Imperiali. È un trionfo che unisce la città.
Gli anni di Totti e De Rossi (2001-2017)
Nei 17 anni successivi la Roma resta competitiva ma sfiora più volte lo Scudetto senza vincerlo (3 secondi posti consecutivi tra 2003 e 2010). Sotto Spalletti gioca il calcio più bello d’Italia con Totti falso 9, De Rossi mediano, Pizarro regista. Vince 2 Coppe Italia (2007, 2008). Il binomio Totti-De Rossi, capitano e vice-capitano, simbolo di romanità assoluta.
L’addio di Totti e la Conference League di Mourinho (2017-2023)
Il 28 maggio 2017 Totti gioca la sua ultima partita all’Olimpico contro il Genoa. Ottanta minuti, fascia di capitano, una lettera d’addio davanti ai tifosi: “Adesso io provo paura, non per la fine di una storia, ma perché ne inizia una nuova”. Standing ovation di 10 minuti.
Nel 2021 arriva José Mourinho: il portoghese porta la Roma alla vittoria della UEFA Conference League 2022 a Tirana contro il Feyenoord 1-0 con gol di Zaniolo. Primo trofeo internazionale della storia giallorossa. La finale di Europa League 2023 a Budapest viene persa col Siviglia ai rigori.
L’era Friedkin e Gasperini (2023-2025)
I Friedkin, proprietari texani dal 2020, dopo Mourinho passano per De Rossi, Juric, Ranieri e ora Gian Piero Gasperini nel 2025-26. Dybala è il leader tecnico, Pellegrini il capitano, Soulé la stella in crescita. Roma vuole tornare in Champions League stabilmente.
I numeri della storia giallorossa
3 Scudetti (1941-42, 1982-83, 2000-01)
9 Coppe Italia
2 Supercoppe italiane
1 UEFA Conference League (2022)
1 Coppa delle Fiere (1960-61)
Capocannoniere all-time: Francesco Totti con 307 gol
Presenze record: Totti con 786 partite
Le maglie storiche della Roma
Le maglie Roma raccontano la passione capitolina: la maglia 1982-83 di Falcão, la maglia 2000-01 di Totti dello Scudetto di Capello, la maglia 2007-08 di Totti-De Rossi, la maglia 2021-22 di Mourinho della Conference League.
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La Roma oggi: il sogno Champions
La Roma 2025/26 di Gasperini con Dybala, Pellegrini, Soulé, Dovbyk, Cristante, Mancini, Smalling punta a Champions League e a un trofeo europeo. Daje Roma daje, sempre forza Roma.
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La fondazione (1899): l’Inghilterra che incontra Milano
L’Associazione Calcio Milan nasce il 13 dicembre 1899 da Alfred Edwards, console britannico a Milano, insieme a un gruppo di expatriati inglesi appassionati di calcio e cricket. Il nome originario è Milan Cricket and Football Club, mantenendo “Milan” all’inglese (non “Milano”). Tradizione che si conserva ancora oggi nei colori e nell’identità.
I colori sociali — rosso e nero a strisce verticali — sono ispirati a “fiamme rosse del coraggio sull’oscurità della paura”. Il rossonero diventa simbolo eterno. Il primo Scudetto arriva nel 1901.
Gli scudetti del Grande Torino e il “Gre-No-Li” (1950-1958)
Negli anni ’50 il Milan vince 4 Scudetti grazie al trio svedese “Gre-No-Li”: Gunnar Gren, Gunnar Nordahl, Nils Liedholm. Nordahl resta il capocannoniere all-time della Serie A con 210 gol. Liedholm guida il Milan al primo titolo dopo 44 anni nel 1950-51.
Nereo Rocco e la prima Coppa Campioni (1963)
Sotto Nereo Rocco con José Altafini, Gianni Rivera, Cesare Maldini, il Milan vince la prima Coppa dei Campioni della storia italiana nel 1963, battendo il Benfica di Eusébio al Wembley 2-1. Il padre di Paolo Maldini è capitano.
Le tragedie e i ritorni (1968-1985)
Dopo l’oro degli anni ’60 con la seconda Coppa dei Campioni 1969 contro l’Ajax di Cruijff, il Milan attraversa anni difficili. Nel 1980 viene retrocesso in Serie B per il Totonero, salvato solo dal ripescaggio. Negli anni ’80 il club lotta per la sopravvivenza.
Il Grande Milan di Sacchi (1987-1991)
Il 20 febbraio 1986Silvio Berlusconi acquista il Milan. Chiama Arrigo Sacchi dal Parma e nel 1987 porta Marco Van Basten, Ruud Gullit e Frank Rijkaard (gli “olandesi”) che si uniscono a Maldini, Baresi, Tassotti, Costacurta. Nasce il “Grande Milan”.
In 5 anni Sacchi rivoluziona il calcio mondiale con il pressing alto e la zona. Vince 1 Scudetto (1987-88), 2 Coppe dei Campioni consecutive (1989, 1990 — l’unico club a riuscirci nei 30 anni successivi) e 2 Coppe Intercontinentali. Il 4-0 al Real Madrid in semifinale 1989 e il 5-0 alla Steaua in finale restano capolavori tattici.
L’era di Capello: i 58 partite imbattute (1991-1994)
Fabio Capello succede a Sacchi e porta 4 Scudetti in 5 anni (1991-92, 1992-93, 1993-94, 1995-96). La stagione 1991-92 vede il Milan imbattuto in tutte le 34 partite: record assoluto della Serie A. La finale di Champions 1994 a Atene contro il Barcellona di Cruijff finisce 4-0 per il Milan: capolavoro storico con Massaro e Savićević protagonisti.
La Champions di Kaká (2007) e l’ultimo decennio glorioso
Sotto Carlo Ancelotti il Milan vince 2 Champions League (2003 contro la Juve ai rigori a Manchester, 2007 contro il Liverpool ad Atene) con Pirlo, Gattuso, Seedorf, Maldini, Nesta, Stam, Kaká, Inzaghi, Sheva. Il Pallone d’Oro 2007 va a Kaká.
La crisi cinese e il rinascimento (2011-2025)
Dopo l’ultimo Scudetto di Allegri 2010-11 (con Ibrahimović e Robinho), il Milan attraversa 11 anni senza titoli. La cessione del club ai cinesi nel 2017 e poi a Elliott e infine RedBird Capital portano stabilità. Stefano Pioli riporta lo Scudetto nel 2021-22: il 19° titolo con Leão, Tonali, Theo Hernández, Maignan, Giroud, Ibra leader.
Dal 2024 Sergio Conceição e ora Massimiliano Allegri (ritornato) guidano il Milan 2025/26 con Modrić regista, Pulisic, Leão, Theo Hernández, Maignan, Reijnders.
I numeri della storia rossonera
19 Scudetti
5 Coppe Italia
7 Supercoppe italiane
7 Champions League / Coppe dei Campioni (1963, 1969, 1989, 1990, 1994, 2003, 2007) — secondo club al mondo dietro al Real Madrid
4 Coppe Intercontinentali / Mondiali per Club
2 Coppe delle Coppe
5 Supercoppe UEFA
Capocannoniere all-time: Nordahl con 221 gol
Le maglie storiche del Milan
Le maglie Milan raccontano l’epica del calcio europeo: la maglia 1989-90 del Grande Milan con Mediolanum sponsor e Van Basten-Gullit-Rijkaard, la maglia 1993-94 dei 58 imbattuti, la maglia 2003 di Atene della Champions di Ancelotti, la maglia 2006-07 di Kaká del Pallone d’Oro.
Sul nostro store trovi le maglie retro del Milan e quella attuale 2025/26 in Versione Tifoso. Personalizzabile con il numero leggendario: Leão 10, Maldini 3, Baresi 6, Pirlo 21, Kaká 22, Inzaghi 9, Van Basten 9.
Il Milan oggi: tornare al vertice europeo
Il Milan 2025/26 guidato da Allegri con Modrić, Pulisic, Leão, Theo Hernández, Maignan punta a tornare ai vertici Serie A e a una Champions League più ambiziosa. RedBird Capital sostiene il progetto. Sempre Milan, forza Diavolo.
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La fondazione (1897): dal Liceo Massimo d’Azeglio nasce il mito
La Juventus Football Club nasce il 1° novembre 1897 a Torino, da un gruppo di studenti del Liceo Massimo d’Azeglio guidati dai fratelli Eugenio e Enrico Canfari. Il nome “Juventus” (gioventù in latino) riflette la filosofia di un club giovane, ambizioso, fondato da ragazzi appena diciottenni.
Le maglie iniziali sono rosa con cravattino nero. Solo nel 1903, dopo che un dirigente porta camicie da Nottingham, la Juventus adotta i colori bianconeri che diventeranno il simbolo eterno. Il primo Scudetto arriva nel 1905.
L’epoca Agnelli: la dinastia (1923-2025)
Nel 1923 Edoardo Agnelli, della famiglia FIAT, diventa presidente. Inizia un legame storico tra la Juve e gli Agnelli che attraversa 4 generazioni: Edoardo, Gianni, Umberto, Andrea. Sotto Gianni Agnelli (l’Avvocato) la Juve diventa la squadra simbolo dell’Italia industriale.
Il Cinque Trofei (1930-1934): l’inizio della leggenda
Negli anni ’30 sotto Combi, Rosetta, Caligaris, Monti, Orsi, Cesarini, la Juve vince 5 Scudetti consecutivi (1930-31, 1931-32, 1932-33, 1933-34, 1934-35) — record italiano dell’epoca. Combi e Rosetta sono titolari della Nazionale che vince i Mondiali 1934 e 1938.
Lo Scudetto della Stella (1958)
La Juve vince il 10° Scudetto nel 1958: il primo club italiano a raggiungere quota 10. Da quel momento la stella sopra lo stemma diventa simbolo eterno della Vecchia Signora.
Gli anni di Trapattoni e Heysel (1976-1986)
Negli anni ’70 e ’80 Giovanni Trapattoni guida una Juve d’oro con Dino Zoff, Gaetano Scirea, Marco Tardelli, Paolo Rossi, Michel Platini. Vince 6 Scudetti (1976-77, 1977-78, 1980-81, 1981-82, 1983-84, 1985-86) e diventa il primo club della storia a vincere tutte e tre le competizioni UEFA: Coppa UEFA 1977, Coppa delle Coppe 1984, Coppa dei Campioni 1985.
La Coppa dei Campioni 1985 è amara: vinta a Bruxelles contro il Liverpool 1-0 (rigore di Platini), ma macchiata dalla tragedia dell’Heysel con 39 morti tra i tifosi prima del match.
L’era di Lippi e del Pinturicchio (1994-1999)
Marcello Lippi arriva nel 1994. Vince 3 Scudetti (1994-95, 1996-97, 1997-98), la Champions League 1995-96 contro l’Ajax ai rigori, la Coppa Intercontinentale 1996 e la Coppa UEFA 1992-93. È l’apoteosi della Juve di Alessandro Del Piero, soprannominato “il Pinturicchio” da Gianni Agnelli, accompagnato da Vialli, Conte, Deschamps, Zidane.
Calciopoli e la Serie B (2006)
Nel 2006 lo scandalo Calciopoli sconvolge la Juve: 2 Scudetti revocati (2004-05 e 2005-06) e retrocessione in Serie B. Del Piero, Buffon, Trezeguet, Nedvěd rifiutano offerte top per restare in cadetteria. La Juve vince il campionato di Serie B e torna subito in A. Gesto di fedeltà che resta scolpito nella memoria bianconera.
I 9 Scudetti consecutivi di Conte e Allegri (2011-2020)
Dal 2011 al 2020 la Juve vince 9 Scudetti consecutivi, record assoluto del calcio europeo. Antonio Conte ne vince i primi 3 (2011-12, 2012-13, 2013-14), poi Massimiliano Allegri ne vince 5 (2014-15, 2015-16, 2016-17, 2017-18, 2018-19) e Maurizio Sarri 1 (2019-20). Due finali di Champions perse (2015 col Barcellona, 2017 col Real Madrid).
L’era post-Ronaldo (2021-2025)
L’acquisto di Cristiano Ronaldo nel 2018 promette la Champions ma non arriva. Dopo la sua partenza, la Juve attraversa una fase di transizione: 2 Coppe Italia, 1 Supercoppa, ma il dominio in Serie A passa al Napoli, all’Inter e a Inzaghi. Nel 2025/26 sotto Igor Tudor, con Yildiz erede del 10 bianconero, la Vecchia Signora cerca il rilancio.
I numeri della storia bianconera
36 Scudetti (record italiano)
14 Coppe Italia (record italiano)
9 Supercoppe italiane (record italiano)
2 Champions League / Coppe dei Campioni (1985, 1996)
3 Coppe UEFA (1977, 1990, 1993)
1 Coppa delle Coppe (1984)
2 Coppe Intercontinentali (1985, 1996)
Capocannoniere all-time: Del Piero con 290 gol
Le maglie storiche della Juventus
Le maglie Juve rappresentano l’aristocrazia del calcio italiano: la maglia 1985 di Platini della Coppa dei Campioni, la maglia 1995-96 di Del Piero della Champions, la maglia 2002-03 della finale di Manchester, la maglia 2014-15 della finale di Berlino con Tévez-Pirlo-Vidal.
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La Juve oggi: lo standard di sempre
La Juventus 2025/26 guidata da Tudor con Yildiz, Vlahović, Locatelli, Bremer, Cambiaso, McKennie punta a tornare ai vertici della Serie A e della Champions League. La proprietà Exor della famiglia Agnelli mantiene la continuità storica del club. Fino in fondo, sempre Juve.
Indossa l’aristocrazia bianconera: scegli la tua maglia Juventus sul nostro store. Versione Tifoso premium, spedizione 10-15 giorni lavorativi, reso 14 giorni.
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